Wolverine: il tormento di un antieroe

Un viaggio nelle origini editoriali e narrative di uno dei personaggi più tormentati e ambigui dei fumetti Marvel

Tormentato, dissoluto, violento, irascibile. James Logan Howlett (aka Wolverine) è tutto questo e forse, anche di più. Un personaggio che ha vissuto a cavallo di 3 secoli, partecipando a conflitti che hanno cambiato la storia dell’ umanità, subendo la sofferenza che uomini assetati di potere sono capaci di infliggere. Nato come un eroe passeggero dell’ Universo Marvel, nel corso dei decenni ha saputo imporsi non solo nel mondo dei fumetti, ma anche come icona della cultura pop mondiale. Il successo definitivo del personaggio  arriva nel 2000, con l’ uscita nelle sale di tutto il mondo del primo capitolo della celebre saga cinematografica degli X-Men. A vestire i panni per ben 17 anni dell’ irascibile eroe canadese è stato il candidato al premio Oscar Hugh Jackman.

Un personaggio dalla storia e dal destino complicato, legato indissolubilmente ad uno dei gruppi supereroistici più apprezzati e famosi di sempre: gli X Men. La sua prima comparsa su carta stampa  risale al 1974 in L’ Incredibile Hulk n.180.  All’epoca, l’editor capo della Marvel, Roy Thomas, richiese espressamente un personaggio di questo tipo. Canadese, di bassa statura ed incredibilmente violento. Il primo vero prototipo fu realizzato dallo sceneggiatore Len Wein e da John Romita Sr, un nome che ha fatto la storia del fumetto americano. Dal punto di vista visivo fu rimaneggiato e aggiornato da Herb Trimple.

Tra dolore e consapevolezza

Grazie alla sua caratterizzazione, Wolverine può essere definito come uno dei eroi più iconici di casa Marvel. A questa iconicità è affiancata una storia che più volte ha subito rimaneggiamenti, ma che ha come filo conduttore il dolore. Nel corso degli anni, tantissimi autori hanno avuto tra le mani il personaggio portando avanti gestioni sempre diverse e mai banali. L’ indole da antieroe è ciò che lo rende interessante non solo al pubblico, ma anche ad uno scrittore incaricato di esplorare la sua essenza.

Probabilmente colui che più è riuscito ad interpretare il tormento  del personaggio è stato Mark Millar, autore di un vero e proprio capolavoro del fumetto moderno: Vecchio Logan. Pubblicata tra il 2008 e il 2009, la serie è stata realizzata dalle menti alle spalle di Civil War (Millar, McNiven). Ambientata in un futuro post-apocalittico in cui i criminali hanno conquistato gli Stati Uniti, Vecchio Logan racconta il personaggio in maniera nuova. Un Wolverine stanco e che non ha più voglia di combattere, ma che è costretto a farlo. Violenza, malinconia e rimpianto si mescolano in una storia, che è in grado di tratteggiare alla perfezione il profilo e l’essenza di Wolverine. Grazie a questa serie, e all’ uscita nelle sale nel 2017 del bellissimo Logan- The Wolverine, il personaggio ha acquisito sempre più fascino diventando definitivamente uno dei volti della Casa delle Idee.

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