Smartphone nelle scuole: via al divieto in Francia

Dalla fine del XX secolo Internet è entrato nelle vite umane e ha avuto sempre più un’incisione nei rapporti umani. Ma, sebbene gli smartphone siano una fonte essenziale per la comunicazione e per la ricerca veloce, gli adolescenti utilizzano i cellulari molto spesso in maniera superficiale

L’utilizzo di Internet continua a crescere smisuratamente e ciò può provocare dei problemi quali la dispersione scolastica o il bullismo. Proprio per tale motivo, una serie di discussioni ha spinto la Francia ad introdurre una nuova legge,  nata proprio dal timore che gli studenti possano essere gravemente dipendenti dagli smartphone: Jean-Michel Blanquer, ministro dell’Istruzione, l’ha definita “la legge per il 21° secolo”, la quale diminuirà ogni potenziale distrazione nelle scuole.
La legge prevede, dunque, il divieto assoluto di un cellulare o di un qualsiasi dispositivo ideato per la comunicazione. Essa sarà applicata nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole elementari e nei licei, così escludendo ogni tipo di comunicazione con l’esterno (salvo particolari esigenze) durante l’intera giornata scolastica (ricreazione compresa).
La scuola non è unicamente la sede della divulgazione culturale, ma è anche la casa della crescita personale e si pensa che l’esecuzione del nuovo regolamento, oltre ad aiutare gli alunni a non distrarsi, dovrà contribuire allo sviluppo dei rapporti sociali nei momenti di pausa tra le lezioni. Ciò ha motivato altre discussioni, nate sull’ipotesi che l’esecuzione di questa nuova prospettiva scolastica potrà limitare il bullismo e l’ignoranza nelle scuole.

Le ricerche dimostrano che quasi il 90% dei ragazzi possiedono uno smartphone e, soprattutto, conoscono le modalità di accesso ad internet e alle piattaforme, per cui vari iniziano ad essere i tentativi di riduzione dell’uso delle piattaforme da parte degli organi competenti

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