Fonte: Republic World

Quando si iniziò a sanzionare l’esultanza senza maglietta?

Il primo, nella storia del calcio, a esultare togliendosi la maglietta fu Pruzzo nella stagione 1985/86 che in quell’occasione non fu ammonito. I direttori di gara iniziarono a sanzionare questa pratica solo nel 2004

Esultare dopo un gol fondamentale per la propria squadra o estremamente sentito, togliendosi la maglietta è una pratica frequente. Se per il giocatore la pratica è la massima espressione della gioia, per dirigenti ed allenatori è sinonimo di un’ammonizione inutilmente procurata. Un gesto nato con un valore fortemente simbolico. Il primo ad aver esultato togliendosi la maglietta, lo si fa risalire alla stagione 1985/86, precisamente a Roma: all’Olimpico la Roma affronta la Juventus. Giocare contro la Juventus è, per ogni squadra italiana, un’occasione di poter affrontare la “squadra da battere”. La Roma non fa eccezione, e in quell’incontro i giallorossi riescono a segnare il goal del 2-0. Pruzzo, l’autore della rete del raddoppio, deciderà di esultare togliendosi la maglietta, pratica mai vista fino ad all’ora. L’attaccante dirà poi che il suo scopo era quello di regalare la propria casacca ai tifosi poiché simbolo della passione e dell’amore degli stessi.

La prima ammonizione

In quell’occasione l’esultanza di Pruzzo non fu sanzionata. Prima di vedere un arbitro punire con il cartellino giallo un giocatore per aver tolto la maglietta dopo un goal dobbiamo fare un salto in avanti fino al 2004. Nella stagione 2002/03, Diego Forlan e il Manchester Utd, ospitano all’Old Trafford il Southampton in un incontro di Premier League. L’attaccante uruguaiano, dopo aver siglato la rete del 2-1 esulta togliendosi la maglietta. Una rete molto importante per i red devils, che quell’anno vinceranno il titolo. Dopo il goal Forlan non riuscì a rindossare la casacca in tempo e giocò uno spezzone di partita a torso nudo. La Fifa non gradì l’accaduto e nel 2004 formulò la Regola 12 che introdusse la sanzione per chi avesse esultato in questo modo. La Fifa ribadì che, inoltre, questo era un modo per tutelare gli sponsor in quanto investitori.

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