“Nessuno ha voglia di lavorare” oppure c’è bisogno del salario minimo?

A seguito delle riaperture di bar e ristoranti e, in generale, dell’avvio della stagione estiva, molti ristoratori hanno lamentato lo scarso personale. La questione ha poi varato su altri temi di cui si discute da anni in Italia, tra cui il salario minimo

Da metà maggio l’Italia pare stia riprendendosi da un brutto infortunio: il coprifuoco è stato spostato e in alcune regioni e già parte del passato, la socialità è ripresa, la pressione negli ospedali è allentata e i ristoranti e i bar hanno potuto di nuovo aprire senza restrizioni.

Nell’ultimo anno uno dei problemi principali degli italiani, conseguenza della pandemia, è stata la crisi economica, specialmente per quei settori lavorativi messi completamente in stand-by. Sembra quindi paradossale che i ristoratori lamentino attualmente la scarsità di personale; sembra davvero che “nessuno abbia voglia di lavorare”. Eppure, la discussione delle ultime settimane ha messo in evidenza dei problemi ben più radicali in Italia. Pare che i lavoratori abbiano preso coscienza, dopo un anno di pausa, che le condizioni lavorative, specialmente nel settore ristorazione e simili, non siano delle migliori.

E quindi sono arrivate testimonianze su testimonianze, di persone, di giovani che non hanno più voglia non di lavorare, bensì di essere sfruttati. La discussione è poi varata sul salario minimo, una realtà salda in molti Paesi europei.

Diversi Paesi, diversi salari

In Italia non c’è il salario minimo. Ma c’è in molti Paesi in Europa.*

  1. Lussemburgo: 2.202
  2. Irlanda 1.724
  3. Olanda 1.685
  4. Belgio 1.626
  5. Germania 1.614
  6. Francia 1.555
  7. Spagna 1.108
  8. Slovenia 1.024

Il salario minimo garantirebbe – se rispettato – una drastica diminuzione dello sfruttamento e, se non c’è sfruttamento, viene da sé che il problema della scarsità del personale si risolva.

Che il post-pandemia sia, finalmente, il periodo adatto per discutere di diritti dei lavoratori? 

[*di seguito i valori sono espressi in euro e fanno riferimento a un salario mensile.]

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