Italo Svevo: l’autore inetto

Aron Hector schmitz, conosciuto come Italo Svevo, è stato uno degli scrittori più influenti del 1900. Come ha raggiunto la sua fama nonostante i suoi mille fallimenti?

Italo Svevo nasce nel dicembre 1861 a Trieste da una famiglia benestante, responsabile di un’impresa. Grazie alle buone possibilità economiche, Svevo ha l’occasione di formare la sua educazione letteraria e di elaborare articoli e racconti vari.

A causa del fallimento dell’impresa familiare, Svevo è costretto a lavorare come impiegato bancario per esigenze economiche ma ciò non gli impedisce di curare il suo amore verso l scrittura: infatti, nel 1892, il giovane uomo scrisse il suo primo romanzo Una vita, e nel 1898 segue Senilità, i quali però non ottengono alcun successo letterario. Grazie alla solida amicizia con lo scrittore Joyce, Svevo trova il coraggio di pubblicare uno dei romanzi che lo ha reso famoso: La coscienza di Zeno

Quali sono stati gli sviluppi letterali di Svevo?

Anche Svevo inizia con un’impronta naturalistica ed è inoltre evidente che nei suoi primi romanzi emergono delle convergenze con la letteratura verista e con il Naturalismo: l’ambiente, i personaggi e i particolari seguono il vero positivo, la realtà oggettiva. Ma la novità consiste nella psicologia dei personaggi, limitati e imprigionati dall’inettitudine: non a caso, la critica letteraria li ha definiti “antieroi” in quanto incapaci di reagire agli imprevisti e agli inganni della realtà.

Cos’è l’inettitudine dei personaggi di Svevo?

Si definisce inettitudine la condizione dell’uomo contemporaneo e il modo di atteggiarsi nei confronti della realtà. Questa condizione vede la massima espressione in Zeno Cosini, il personaggio de La Coscienza di Zeno. Oltre a distaccarsi dal Positivismo, e a sposare nuove strade filosofiche, è visibile al lettore che Svevo abbia scelto per il suo terzo romanzo l’influenza di Freud e della sua filosofia.

Qual è lo scopo de La coscienza di Zeno?

Il libro è concepito come percorso di indagine psicoanalitica e viaggio all’interno di se stessi. Come suggerito dal metodo freudiano, lo scopo è quello di trovare la cura dell’individuo attraverso la scrittura. Zeno scrive il romanzo sotto consiglio del Dottor S, grazie al quale forse riuscirebbe a superare le sue ‘malattie’, soprattutto il vizio del fumo. L’opera è concepita come riflesso dell’inconscio dei personaggi e, dunque, appare inattendibile, scomposta e confusa. Essi, anche se apparentemente lucidi, in realtà non riescono a detenere la verità.

È possibile che ci sia stata una Ur-Coscienza?

Secondo i critici letterari, senza la dialettica tra il personaggio e i suoi scontri psicologici non sarebbe stato possibile parlare di coscienza. La coscienza è la zona luminosa di un inconscio oscuro, per cui l’opera assume carattere conoscitivo e non morale.

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