Ipocondria, ne parliamo con la Dott.ssa Aviani

Occuparsi della propria salute e sottoporsi a controlli periodici è una buona norma di prevenzione, ma per alcune persone la paura di ammalarsi può diventare una fissazione patologica, tanto da pregiudicare ogni altro aspetto della vita, l’ipocondria

Parliamo dell’ipocondria, può darci una definizione specifica di tale termine?

“L’ipocondria è un atteggiamento che la persona assume caratterizzato da un’apprensione costante per la propria salute, e dalla tendenza a sopravvalutare i minimi disturbi in modo ansioso e/o ossessivo. Nei casi più gravi risulta essere invalidante per la quotidianità della persona.”

Come possiamo riconoscere il disturbo ipocondriaco?

“Come per la maggior parte delle problematiche psicosomatiche, anche l’ipocondria è riconoscibile da una sintomatologia “eccessivamente forte” se relazionata alla problematica presunta. Si nutre spesso una forte preoccupazione di avere o di poter contrarre una malattia grave; può esser presente una forte ansia per tutto ciò che riguarda la salute e allarmarsi facilmente relativamente a tali tematiche. Inoltre, i sintomi somatici generalmente non sono riscontrabili sul piano prettamente medico e/o, se presenti, sono di lieve intensità. Nelle situazioni più gravi tali situazioni risultano essere invalidanti per la quotidianità della persona (ad es. fare molteplici assenze sul posto di lavoro, licenziamento, perdita di relazioni stabili, ecc.).”

Da cosa è causata la paura delle malattie?

“Talvolta il problema insorge successivamente ad esperienze di malattia personali, familiari, amicali; in altri casi, invece può esser collegato ad alcune caratteristiche della propria personalità che, ad un certo punto della vita, si avverte vadano “in tilt”. Parliamo spesso di caratteristiche quali: la percezione di sé come vulnerabili e/o deboli, e la tendenza ad avere “il controllo”; ma ovviamente non ne sono escluse molte altre.”

Quanto incide il momento storico (pandemia) nell’insorgere di questa condizione?

“Sicuramente tale situazione pandemica ha slatentizzato molte problematiche già presenti in moltissimi di noi, e/o ha esasperato vissuti quali ansia, fobie, solitudine, rabbia, tristezza, tono dell’umore basso, depressione, agitazione (ecc.), difficili da tollerare/gestire. Questi ultimi hanno influito e influiscono sulla nostra attuale qualità della vita. Il mio auspicio è quello di comprendere “le cose una per volta” in modo tale da non cadere in burnout!”

Quali sono le strategie per combattere l’ipocondria?

“Ripartire da sé è sempre una buona idea! Cominciare a prendersi cura di sé nel quotidiano, come esempio fare attività fisica, coltivare i propri hobby/interessi, amicizie, e tutto ciò che ci permette di creare uno spazio per noi, oltre al lavoro/studio/doveri quotidiani, aiuterà sicuramente per lo meno ad alleviare i sintomi che l’ipocondria porta con sé come ad esempio: ansia, irritabilità, frustrazione, depressione, senso di impotenza.”

Come è possibile aiutare chi soffre di ipocondria?

“La psicoterapia è un’ottima possibilità di cura, anche se troppo spesso le persone con tale problematica tendono a opporsi a tale possibilità in quanto ritengono l’origine dei loro mali prettamente somatica. Un buon aiuto sicuramente potrebbe essere invitare la persona ad informarsi relativamente alle grandi capacità della nostra mente anche rispetto alla gestione delle emozioni, dell’ansia e dei vissuti passati: la consapevolezza è il primo passo verso la cura… e verso la guarigione!”

Psicologa Clinica
Dott.ssa Silvia Aviani
@psicologa_silvia_aviani
+39 328 846 49 57

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