Inghilterra, restrizioni per i colpi di testa in allenamento

Troppi ex calciatori soffrono di demenza: la Federcalcio inglese vuole limitare i colpi di testa

Un limite ai colpi di testa, è questa l’idea avanzata dalla Football Association per porre un freno a quella che è ormai a tutti gli effetti un’epidemia di demenza senile di cui soffrono sempre più ex calciatori. Le restrizioni in arrivo saranno rivolte in particolare agli allenamenti che prevedono intense esercitazioni con la testa. Per i professionisti, viene raccomandato un massimo di 10 colpi di testa di forza superiore a settimana. La “forza superiore” è quella attribuita ai colpi effettuati dopo un passaggio lungo, cross, angoli o calci di punizione.

Mentre la Premier, presentando i risultati del suo studio, ha rassicurato dicendo che la maggior parte dei colpi di testa si realizzano a bassi livelli di forza, è certo che questa nuova regola cambierà sensibilmente il modo in cui si struttureranno le sessioni di allenamento delle squadre di ogni livello.

I limiti esisteranno anche per i dilettanti, a cui viene richiesto di restringere a 10 il numero di colpi di testa per sessione d’allenamento, con una sola sessione settimanale in cui vengono inclusi i colpi di testa.

Il Daily Mail aveva condotto un’inchiesta che metteva in luce come ad un alto numero di calciatori che giocavano negli anni ’90 sia stata poi diagnosticata la demenza in età avanzata. Tra le icone del calcio inglese che hanno sofferto di questa patologia, anche Sir Bobby Charlton, eroe del Mondiale 1966.

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