Incubo e irrealtà nell’arte e nella letteratura

L’arte e la letteratura e l’incubo: Johann Heinrich Füssli e Stephen King, due maestri da paura

Per spiegare l’espressione “l’arte e la letteratura oltre la realtà”  dobbiamo prima di tutto capire a quale concetto di “realtà” facciamo riferimento. Come le opere  fantastiche, anche quelle “della realtà” sono frutto della fantasia di uno scrittore o di un artista e, dunque, opere da considerare qualcosa di  “non reale”.

I capolavori d’arte di Johann Heinrich Füssli e i racconti del grande autore horror Stephen King sono un prodotto dell’immaginazione di queste due grandi figure e dunque fantastiche. Eppure anche le opere di Gustave Courbet, il più significativo esponente del movimento realista, sono uno straordinario esempio di geniale ispirazione ed estro creativo dell’artista e quindi “non reali”.

Ma allora cosa distingue l’opera d’arte e il racconto realistico da quella fantastico? 

L’arte realistica e fantastica

L’opera realistica si propone di cogliere la realtà così come essa viene concepita dai nostri sensi, di raccontarla in modo fedele e obiettivo in ogni suo aspetto, anche il più sgradevole, e di ricostruire personaggi e situazioni in modo verosimile. Di seguito, è riportata l’immagine di un’opera realistica paradigmatica, realizzata da Gustave Courbet (1819-1877).

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L’opera fantastica, che si rivolge alle capacità fantastiche  e immaginative  del lettore, ha come caratteristica distintiva l’intrufolamento nel mondo “reale” di un elemento estraneo, perturbante, capace di suscitare nel pubblico turbamento e che diviene fonte di angoscia, dubbio, paura e inquietudine. Quell’elemento capace, determinando uno squilibrio nella realtà “normale”, di sedurci e di farci rabbrividire.

L’arte da brivido di Fussli: l’Incubo

Il pittore e letterato svizzero Johann Heinrich Füssli, attivo prevalentemente in Gran Bretagna, è uno dei massimi rappresentanti del Romanticismo e uno dei pochi che seppe brillantemente dare voce e colore al lato più ambiguo e fragile della natura umana.

Da Slumber all'incubo di Füssli: quando l'Arte diventa “demoniaca”

L’Incubo, suo grande capolavoro, è un olio su tela (1781) conservato al Detroit Institute of Arts (Usa). Realizzato in più di una versione e in varie tonalità, il dipinto raffigura una giovane fanciulla dormiente, in una posa scomposta e priva di naturalezza, vittima di un terribile incubo. Sopra il suo corpo emerge il volto di una cavalla e un mostro, simile a un goblin o a un gargoyle con lo sguardo rivolto verso lo spettatore. È questo il contenuto del suo sogno o, meglio, del suo incubo, che tanto la agita e che il pittore svizzero ha voluto raccontarci riuscendo abilmente a mettere in pittura sia il soggetto sognante che l’oggetto sognato.

Dai un’occhiata- https://www.news-net.it/cell-il-romanzo-di-stephen-king-su-una-spaventosa-modernita/

Stephen King: Bambinate

Da un punto di vista letterario, l’altro grande autore e artista “da brivido” è Stephen King. Nato nel 1947 a Portland, si appassiona fin da giovane alla letteratura nutrendo particolari simpatie per la fantascienza e l’horror. Nell’arco della sua lunga carriera compone un gran numero di opere, fonte di ispirazione per all’incirca una quarantina di  film e miniserie televisive. Nei suoi racconti, King trae spunto da fatti realmente avvenuti rappresentando, attraverso figure di mostri, la parte oscura di noi stessi. Alle ossessioni e ai fantasmi della nostra mente egli da corpo e li porta ad interagire con la realtà combinando normale e paranormale con grande naturalezza.Incubi & deliri eBook: King, Stephen, Dobner, Tullio: Amazon.it: Kindle Store

Nelle sue storie,  il celebre proverbio shakesperiano “All that glitters is not gold” (Non è oro tutto ciò che luccica) si concretizza in alcuni personaggi all’apparenza raccomandabili ma che poi risultano spaventosi. Ed è questa la situazione che egli ricrea nel racconto Bambinate, tratto dai suoi Incubi & deliri e ispirato a una serie di omicidi verificatesi a Manchester nei primi anni Sessanta.

Se un qualsiasi genitore affida un bambino ad una raccomandabile insegnante, è perché non immagina che questa potrebbe rivelarsi una folle serial killer. Sempre che il “bambino” sia realmente tale..

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