Slender mannequin depressed because his distorted fat body shadow

Immagine corporea, ne parliamo con la Dott.ssa Aviani

Il disturbo di dismorfismo corporeo è divenuto un problema abbastanza comune negli ultimi decenni, arrivando a interessare secondo le stime circa il 2,5% della popolazione generale e addirittura il 7-15% delle persone che si sottopongono a cure dermatologiche/cosmetologiche e/o interventi di chirurgia estetica

Quali sono le caratteristiche principali del disturbo dismorfofobico e come si manifestano?

“L’immagine corporea è il modo attraverso cui ci percepiamo, un po’ come ci vediamo “allo specchio”. Per tale motivo sarà una percezione prettamente soggettiva e largamente influenzata dalla prospettiva socio-culturale in cui siamo inglobati.
La nostra mente può facilmente distorcere tale immagine di sé (di me stesso e degli altri). Un esempio molto comune sarà sicuramente la situazione in cui ci si appellerà a “ideali/prototipi di bellezza” troppo distanti direi dal “genere umano”, traboccanti di falsa perfezione e connotati di grande “irrealtà”, praticamente irraggiungibili.
Ma ragioniamo insieme: cos’è che mi porta a desiderare “l’irraggiungibile”? Cos’è che non mi permette di vedere e di imparare ad apprezzare, valorizzare ciò che “io sono”? Perché rifiuto ciò che, in sostanza, mi rende unic*?”

Ci sono soggetti che possono ammalarsi più facilmente?

“Un ruolo importante gioca l’alimentazione: tramite il cibo abbiamo bene o male il “potere di cambiare/trasformare” il nostro corpo e, troppo spesso, lo colleghiamo ad un “potere trasformativo” freddo e distaccato, apparentemente senza collegamenti più profondi, che ci dona una futile parvenza di “agentività” contro la passività che si può riscontrare nei confronti di sé e delle relazioni.
Inoltre, il cibo è sempre connesso alla sfera emotiva, basti pensare ad un bimb* che prende il latte materno assieme alle dolci attenzioni della madre, o del caregiver in generale.
Quindi, innanzitutto: fame fisica o fame emotiva?
E poi, cosa “realmente voglio modificare/trasformare” nella mia vita?
Il corpo viene facilmente usato come “strumento” e/o sostituto di “qualcos’altro” più complicato da affrontare… Attenzione!”

Chi soffre di dismorfofobia ha sintomi solo a livello psicologico o anche fisico?

“La sintomatologia varia diversamente da persona a persona, a seconda dei vissuti, delle eventuali situazioni traumatogene, delle associazioni che si fanno, o dei “punti più deboli” in quel momento o per costituzione.
Inoltre, mi preme sottolineare il fatto che si parli di “benessere psico-fisico”, ma continuiamo ostinatamente a dividerli tra loro. Mente e corpo: la mente si trova nel nostro corpo.
Quindi, perché i sintomi dovrebbero manifestarsi solo a livello psichico o solo a livello fisico?”

Il rapporto con la propria immagine come può influenzare il nostro percorso di crescita personale?

“Così come per la sintomatologia, anche qui non esiste una causalità diretta: che gran fortuna direi! Perché? Perché esiste un numero infinito di passi possibili per portarci ad una vita che ci stia più “comoda” o che semplicemente sia più leggera.
Per fare ciò è necessario impegnarsi a piccoli passi per cominciare a vedere, senza giudicare/giudicarci, ciò che facciamo, pensiamo, i modi in cui ci confrontiamo con gli altri, i modi che abbiamo con noi stessi e con gli altri; tutto ciò per poter apportare un cambiamento… grazie ad una migliore consapevolezza in primis di noi stessi, ma in modo più ampio, proprio dei diversi piani della nostra vita.
In questo modo, anche il nostro percorso di crescita personale sarà più stabile e strutturato.”

L’intervento della psicoterapia in che modo può aiutare a guarire dai disturbi dell’immagine corporea?

“Premetto sempre l’importanza del considerare le problematiche discusse quali modificabili e sempre trasformate dalla nostra quotidianità e dagli eventi che si presentano ogni giorno in essa. In tutte le domande ho cercato, come mio solito anche in terapia, di “centrare il punto nodale” della questione provando a “smuovere” qualcosa: a riattivare la bellissima funzione che connota il nostro cervello: la riflessione. Bene, il percorso psicoterapeutico aiuta anche in questo: cominciare a vedere gli strumenti che già sono presenti in te stess* per imparare ad utilizzarli… in modo più funzionale alle tue necessità, alla tua vita, per un benessere “a lungo termine”, e con maggiori risposte ad importanti domande che spesso ci “capita” di evitare.”

Psicologa Clinica
Dott.ssa Silvia Aviani
@psicologa_silvia_aviani
+39 328 846 49 57

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1 Comment

  • Ottimo articolo

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