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Caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989 cambierà per sempre il destino d’Europa

In che modo è cambiato il mondo dopo la caduta del muro di Berlino? Analizziamo insieme premesse e ricadute di uno degli eventi più importanti che ha segnato la storia contemporanea europea

Nel 1945 durante la conferenza di Jalta, venne decisa la divisione di Berlino in quattro settori, controllati e amministrati da Unione Sovietica (Berlino EST), USA, Regno Unito e Francia (Berlino OVEST). Inizialmente ai cittadini di Berlino era permesso di circolare liberamente in tutti i settori, ma con lo sviluppo della guerra fredda i movimenti vennero limitati; il confine tra Germania Est e Germania Ovest venne chiuso nel 1952. Circa 2,6 milioni di tedeschi dell’est passarono a ovest tra il 1949 e il 1961.

Per giustificare la costruzione del muro, sia dalla parte Sovietica che dalla parte occidentale, furono trovate varie scuse ufficiali per addolcire la pillola ai residenti della città, che da un giorno all’altro si trovarono letteralmente imprigionati.  Si diceva che l’occidente voleva proteggersi dalla continua migrazione dei cittadini dell’Est Europa, mentre la Repubblica socialista affermò che la costruzione del muro avrebbe rappresentato un “baluardo antifascista”.

Il muro era lungo più di 140 chilometri. Nel giugno 1962, venne costruita una seconda cinta parallela circa 100 metri più lontano. Le case contenute tra le recinzioni furono rase al suolo e gli abitanti trasferiti, stabilendo così quella che più tardi divenne nota come striscia della morte.

La frontiera che divise in due la Germania

[Fonte: La Stampa ]

Nella Germania Est iniziarono a farsi sentire sempre più forti le manifestazioni contro il regime comunista, anche sotto l’influenza della vicina Cecoslovacchia. Il Partito Socialista Unitario della Germania varò quindi nuove regole per poter dare ai cittadini il permesso di varcare il muro; la notizia si diffuse in modo virale, tant’è che la sera stessa della diffusione della notizia migliaia di cittadini si ritrovarono lungo il muro a chiedere di poter passare dall’altra parte. Il caos era ormai diffuso per le strade. I primi posti di blocco furono aperti, nessun controllo venne più mantenuto o fatto, le due parti della città si riunirono la sera del 9 novembre 1989.

Il 13 giugno del 1990 l’esercito tedesco orientale iniziò ufficialmente lo smantellamento del Muro di Berlino. La caduta del Muro ha segnato il primo passo fondamentale verso la riunificazione tedesca, che formalmente si concluse  il 3 ottobre 1990, con la dissoluzione della Germania Est.

Poco è rimasto del Muro di Berlino nel suo sito originale, distrutto quasi ovunque. Molti pezzi del Muro sono stati danneggiati, sia dalla gente del posto che odia pensare a quegli anni, sia dai turisti, che si sono appropriati di frammenti da portare a casa come souvenir.

Se dovessimo pensare all’eredità che ci ha lasciato il Muro di Berlino, quella più importante è sicuramente il bagaglio culturale e l’insegnamento che ha dato la storia per l’ennesima volta al vecchio continente. La storia del Muro ha fatto eco praticamente ad ogni livello, che sia quello letterario, artistico, politico o sportivo. Come scriveva la coreografia dei tifosi dell’Hertha Berlino durante una partita di Bundesliga in occasione dei 30 anni dall’abbattimento del muro: “Uniti contro ogni muro, uniti per Berlino”.

 

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